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Comunicare (troppo) fa male.

personalmente 10/3/2013

"Comunicare fa male" (Questa ingannevole semplicità,F.Nobili.

Prendendo spunto da questo articolo Facebook e i nonni , ma soprattutto dalla dipendenza che il continuo bisogno di comunicare provoca (se sempre assecondato) nei gggggiovanerrimi,posso tentare di intuirne i motivi.
I social network,Facebook su tutti, potrebbero aiutare i "nonni" a cercare pezzi \persone della loro vita che magari non sanno dove siano
(più o meno recente: dal fratello emigrato 50 anni fa ai nipoti che vivono in un'altra città e si fanno sentire poco)  e, magari, attraverso la ricerca e successivamente la "chat" (ammesso che i "nonni" in quesitione abbiano già familiarità con la tastiera di un pc!) ristabilire la comunicazione e mantenerla attiva.
E' pur vero che quando si diventa anziani il bisogno di comunicare aumenta e che quindi si dovrebbe tentare di assecondarli in questo, ma in maniera fisica e di persona più che attraverso qualsiasi altro mezzo.
E perchè se ai "nonni" usare i social network "fa bene" ai loro nipoti provoca dipendenza?
Semplice:perchè comunicare è uno dei bisogni basilari degli esseri viventi,quindi chi meglio e più della generazione digitalizzata ha voglia di comunicare con chi gli sta intorno? Perchè ciò provoca dipendenza? Perchè è un continuo stimolo allo scrivere sms,allo stare on line al rendersi reperibile per parlare ed è chiaro che il cervello, da quel gran lavoratore che è, più ha impulsi ad esprimersi più vorrebbe averne.

Il cuore no.Il cuore conosce e sa usare il silenzio, ed sfrutta soprattutto il linguaggio non verbale.

Ho accennato alla "generazione digitalizzata" intentendo quella generazione che, dall'età scolare, ha iniziato ad usare sempre più il pc. Non mi piace il termine "nativi digitali", molti "nativi analogici" abusano del mezzo digitale più dei cosidetti "nativi".
Già perchè la "digitalizzazione" in se' non è un male (purchè sia comunque affiancata da un modo di sviluppare e conservare l'analogico: es. se si rompe una penna usb, cadendo a terra, si perdono tutti i dati in essa contenuti, se succede ad un faldone in un qualsiasi archivio bisogna semplicemente raccattare i fogli), se usata nei giusti termini rende più efficace ogni lavoro.
Comunicare è un'esigenza di tutti, non solo il lavoro di alcuni.Lo scambio di informazioni tra due individui non credo possa essere una sorgente sempre rigogliosa, bisogna aspettare che piova prima di ritornare alla "fonte": credo che bisogni che i pensieri (che forse andrebbero almeno "riletti", specie quando si tratta di trasmetterli in maniera scritta) e le idee (che andrebbero strutturate) facciano il loro percorso,senza esteriorizzarli all'istante.






permalink | inviato da Puffon il 10/3/2013 alle 11:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa